CANDIDATI PER CAMBIARE IL MONDO

ELEZIONI REGIONALI 2010
PER L’ITALIA
1 La famiglia. La famiglia è il pilastro fondamentale della società, ma oggi è abbandonata a se stessa. Sosteniamola in concreto, rivoluzioniamo il fisco con il quoziente familiare: chi ha più figli deve pagare meno tasse.
2 Vita. L’eutanasia minaccia il bene più prezioso che abbiamo, la vita. Chi soffre perché gravemente malato o chi non ha i mezzi per sostenersi non può essere lasciato solo a decidere se vivere o morire. Uno Stato che rinuncia a stare vicino a chi è in difficoltà è uno Stato che rinuncia al suo futuro.
3 Scuola. Una scuola più competitiva non si costruisce col taglio delle risorse. Serve una riforma organica che motivi gli insegnanti, alzi il livello dell’istruzione degli studenti e valorizzi i più meritevoli senza lasciare indietro gli altri.
4 Lavoro e imprese. La flessibilità è un bene, la precarietà NO! Incentiviamo la trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato, proteggiamo tutti i lavoratori colpiti dalla crisi attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese, favoriamo il nuovo ingresso nel lavoro con la formazione permanente. Detassiamo gli utili reinvestiti nell’impresa. Miglioriamo l’accesso al credito per le piccole e medie imprese attraverso il potenziamento del sistema dei CONFIDI.
5 Casa. Vogliamo un grande piano casa che rilanci l’edilizia sociale per le famiglie meno abbienti, le giovani coppie e gli anziani. Occorre incentivare la costruzione o la ristrutturazione di case sicure, antisismiche e all’avanguardia sul piano del risparmio energetico.
6 Salute. Un’Italia protagonista in Europa ha bisogno anche di un sistema sanitario che garantisca prestazioni di qualità omogenee al Nord, come al Centro e al Sud. Si devono ridurre le differenze di costi e di livello delle prestazioni tra le varie Regioni, eliminando gli sprechi, valorizzando e promuovendo la costruzione di centri di eccellenza all’avanguardia. La carriera di medici e infermieri deve basarsi su un sistema meritocratico che premi i migliori, non chi ha le conoscenze giuste. Per il bene e la salute di tutti vogliamo la gestione delle ASL senza ingerenze della politica.
7 Sicurezza. Uno Stato che si affida alle ronde è uno Stato che alza bandiera bianca di fronte alla criminalità e dice ai cittadini di arrangiarsi. Solo le forze di polizia hanno la professionalità e la preparazione per fronteggiare il crimine, ma il Governo taglia loro gli organici e le risorse. Il contrario di ciò che è necessario, il contrario di ciò che vogliamo.
8 Federalismo. Vogliamo un federalismo che riformi la macchina statale con una distribuzione delle competenze e dei costi certa, per dare nuovo slancio all’economia del Nord e del Centro e per recuperare i ritardi del Sud. Ecco perché diciamo no al federalismo della Lega, uno spot vuoto di cifre e contenuti che rischia di sfasciare lo Stato senza dare alle Regioni gli strumenti per funzionare.
9 Immigrazione. Diciamo no ad ogni forma di razzismo e di xenofobia. Gli stranieri onesti che vengono in Italia per lavorare sono una risorsa e vanno aiutati concretamente ad integrarsi con le loro famiglie. Favoriamo l’immigrazione volenterosa e qualificata e contrastiamo l’immigrazione clandestina, coinvolgendo l’Europa attraverso intese con i Paesi di provenienza.
10 Territorio e ambiente. Vogliamo una adeguata e rapida valutazione delle situazione di rischio mettendo, questi, tra gli obiettivi primari d’ intervento, revisionando e snellendo le norme ora previste.
MI PRESENTO:
Mi chiamo Pietro Stefani, sono nato a Modena l’8 maggio 1964 e risiedo a Fontanaluccia di Frassinoro (MO).
Sono il papà di Elisa, 23 anni disabile al 100% e di Guendalina 12 mesi.
Dopo 3 anni quale apprendista tornitore in una nota officina meccanica di Sassuolo (MO), nel 1983 sono entrato nell’Arma dei Carabinieri dove ho prestato servizio sino al 2007, lavorando in diverse città d’Italia.
Per 10 anni, ho prestato attività ispettiva presso l’Ispettorato del Lavoro, nonché come componente della Task Force ministeriale che svolgeva l’attività di controllo sul tutto il territorio italiano in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e tutela dei lavoratori.
Sono Presidente dell’associazione Onlus “LIMOFADA” Libero Movimento delle Famiglie Diversamente Abili e faccio parte del direttivo del “Comitato per il Prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi”.
Negli ultimi 5 anni sono stato consigliere comunale a Paullo (MI)
Mi sono candidato perché voglio lavorare per i bambini di oggi, i nostri figli, perché sono convinto che il futuro siano loro, ai quali dobbiamo consegnare un mondo sicuramente migliore di quello che abbiamo eredito noi.
Se sarò eletto, voglio portare, inoltre, in Regione le battaglie che da anni sostengo sull’uguaglianza, di diritti e doveri, tra i cosiddetti “normo-dotati” e i diversamente abili e che potrete leggere sul sito della mia associazione www.limofada.altervista.org

INOLTRE per la nostra Regione ed in particolare per la Provincia modenese, propongo:
La realizzazione, nel mio paese d’origine, Fontanaluccia di Frassinoro (MO) di un paese/città dove la disabilità, la diversità, il disagio sociale “la facciano da padroni”; dove tutti collaborino gli uni con gli altri, ma soprattutto dove ancor prima di pensare a se stessi, si pensi al bene comune che è la VITA.
Una vita che ogni individuo ha il sacrosanto diritto di vivere e godere così com’è, avendo la possibilità di sperimentare tutto come avviene tra le cosiddette persone “normodotate”.
Chi vive nella disabilità o nel disagio, vive tutti i giorni, 24 ore al giorni con i propri problemi e, quindi, ogni forma di assistenzialismo a tempo o ad ore non serve.
I presupposti di questo progetto nascono dopo anni di vita vissuta nella disabilità e dal fatto che non sono mai riuscito a trovare Istituzioni Pubbliche, Enti ed Associazioni che realmente si prodigassero nell’interesse delle persone disabili.
Ho incontrato molte brave persone che, personalmente e per mero spirito altruista, si dedicavano ai disabili , ma mai, e dico mai, ho trovato altrettanta abnegazione nel complesso generale dei vari Enti e Istituzioni che invece avrebbero dovuto essere, appunto, paladini di solidarietà.
Il progetto, che è già avviato, prevede:
- la realizzazione, già autorizzata dal Comune, entro la primavera del 2010, di un piccolo locale pubblico “bar” dove poter iniziare la nostra avventura.
Ho pensato di partire proprio da un bar, in quanto esercizio pubblico, sinonimo storico per eccellenza di centro di aggregazione sociale. Da qui, anche in funzione di quanti altri vorranno intraprendere questa avventura, l’idea è di creare:
1. una casa famiglia dove ospitare le persone che saranno impegnate o lavoreranno nel “bar”e nelle altre attività che si realizzeranno;
2. la creazione di un piccolo laboratorio di creazioni artigianali ed un piccolo negozietto dove vendere gli oggetti realizzati;
3. la presa in gestione un vecchio mulino ad acqua (da ristrutturare e di proprietà dei frazionari di Fontanaluccia) dove si potrebbe realizzare un agriturismo;
4. la presa in gestione di un vecchio capannone (da ristrutturare e di proprietà della parrocchia), dove realizzare una palestra riabilitativa;
5. la presa in gestione di un bar-pizzeria in procinto di chiusura;
6. la presa in gestione di un negozio di ferramenta in procinto di chiusura;
7. la costruzione di una piscina riabilitativa coperta;
8. la realizzazione di un allevamento di cani con relativo canile;
9. la realizzazione di una farmacia con annessi ambulatori specialistici.
Sogno utopistico? Forse. Ma come diceva Don Milani: “Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”.

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UN MONDO DIVERSO

fontanaluccia

Molti potranno dire “esistono già una miriade di strutture per disabili. Perché crearne altre?” mentre altri ancora, vedranno il mio progetto come un “mio sogno, utopistico e soprattutto irrealizzabile”.

Beh, io ho intenzione di provarci e mi spenderò in tutte le maniere possibili ed inimmaginabili affinchè ciò si realizzi.

Ciò che voglio fare non è una struttura dedicata ai diversamente abili, ma una vera e propria paese/città dove la disabilità, la diversità, il disagio sociale “la facciano da padroni”; dove tutti collaborino gli uni con gli altri, ma soprattutto dove ancor prima di pensare a se stessi, si pensi al bene comune che è la VITA.

Una vita che ogni individuo ha il sacrosanto diritto di vivere e godere così com’è, avendo la possibilità di sperimentare tutto come avviene tra le cosiddette persone “normodotate”.

Credo, e ne sono convinto, che ogni persona debba essere “protagonista della propria esistenza”, senza che vi siano persone ad imporre modelli che nulla hanno a che fare col proprio essere o sentire.

Non credo di essere fuori dal mondo nel sottolineare che chiunque abbia un problema spesso e volentieri viene emarginato e/o escluso dalla vita sociale.

E’ sotto gli occhi di tutti come le varie forme di difficoltà personali e familiari spesso si traducono in assistenzialismo, spesso caritatevole, che tutto fa tranne che favorire un inserimento di queste persone nella vita quotidiana; anzi, un tale comportamento, porta anche a coloro che avrebbero delle residue capacità per fare qualcosa, ad adagiarsi, ad aspettare fino a far perdere loro anche quelle minime risorse per essere se stessi.

Questo è quello che vorrei fare con l’aiuto di tutti: abbattere ogni forma di assistenzialismo, favorendo in ogni modo possibile lo sviluppo delle individualità personali di ogni soggetto che, al momento, non può far altro che farsi assistere, inerme, nel proprio percorso di vita.

Sogno un paese dove tutto giri al contrario, dove chi ha bisogno è aiutato concretamente e non utilizzato per guadagnarci sopra.

Mi piacerebbe vedere Enti e Istituzioni che lavorano per la gente e non viceversa.

Chi vive nella disabilità o nel disagio, vive tutti i giorni, 24 ore al giorni con i propri problemi e, quindi, ogni forma di assistenzialismo a tempo o ad ore non serve.

 

PERCHE’ UN MONDO DIVERSO

 

Perché dopo anni di vita vissuta nella disabilità, non sono mai riuscito a trovare Istituzioni Pubbliche, Enti ed Associazioni che realmente si prodigassero nell’interesse delle persone disabili.

Ho incontrato molte brave persone che, personalmente e per mero spirito altruista, si dedicavano ai disabili , ma mai, e dico mai, ho trovato altrettanta abnegazione nel complesso generale dei vari Enti e Istituzioni che invece avrebbero dovuto essere, appunto, paladini di solidarietà.

Ora, per evitare scontri di qualsiasi genere, sorvolerò sulle motivazioni che mi hanno indotto a fare una tale scelta, soffermandomi solo ed esclusivamente su quello che vorrei e cercherò di realizzare per mia figlia Elisa e quanti altri vorranno intraprendere questo nuovo percorso di vita.

 

IL PROGETTO

Per realizzare ciò, ho pensato al mio paese d’origine, Fontanaluccia di Frassinoro (MO), in primis perché qui ho una casa abbastanza grande e dei terreni di proprietà e poi perché, trattandosi appunto di un piccolo paesino è più facile l’integrazione tra quanti vi abitano già e quanti decideranno di venirvi ad abitare. Và sottolineato, inoltre, che Fontanaluccia già conosce molte forme di emarginazione essendo il paese natale delle “Case della Carità”, di cui Don Mario Prandi ne è stato fondatore.

 

 

 

La “prima pietra” come si dice, è la realizzazione, entro la primavera del 2010, di un piccolo locale pubblico “bar” dove poter iniziare la nostra avventura.

Si è pensato di partire proprio da un bar, in quanto esercizio pubblico, sinonimo storico per eccellenza di centro di aggregazione sociale.

Va detto che tale attività di pubblico esercizio verrà realizzata nella borgata denominata Casa Cerbiani dove già sono presenti le seguenti altre attività; ufficio postale, asilo, scuola elementare, giornalaio, negozio di alimentari, negozio di abbigliamento e macelleria.

Da qui, anche in funzione di quanti altri vorranno intraprendere questa avventura, l’idea è di creare: – una casa famiglia, nella casa di mia proprietà, dove ospitare le persone che saranno impegnate o

lavoreranno nel “bar”e nelle altre attività che si realizzeranno;

- la creazione sempre nella casa di mia proprietà, di un piccolo laboratorio di creazioni artigianali ed un piccolo negozietto dove vendere gli oggetti realizzati;

- la presa in gestione un vecchio mulino ad acqua (da ristrutturare e di proprietà dei frazionari di Fontanaluccia) dove si potrebbe realizzare un agriturismo;

- la presa in gestione di un vecchio capannone (da ristrutturare e di proprietà della parrocchia), dove realizzare una palestra riabilitativa;

- la presa in gestione di un bar-pizzeria in procinto di chiusura;

- la presa in gestione di un negozio di ferramenta in procinto di chiusura;

- la costruzione di una piscina riabilitativa coperta;

- la realizzazione su di un terreno di mia proprietà di un allevamento di cani con relativo canile.

Oltre a quanto sopra, va detto che il paese di Fontanaluccia abbonda di stabili inutilizzati, molti dei quali di proprietà parrocchiale e, quindi, diversamente di ciò che accade nelle grandi città, è concretamente fattibile l’idea di un paese “DIVERSO”.

Vi ringrazio anticipatamente.

Pietro Stefani

 

Per ulteriori suggerimenti, comunicazioni e/o aiuti potete contattare

Pietro Stefani

Via Casa Cerbiani n.37

Fontanaluccia di Frassinoro (MO)

Cel.3477662239

e-mail stefani.pietro@tiscali.it

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MANIFESTAZIONE 26 GIUGNO 2007 – MILANO -

23 Giugno 2007 Nessun commento


Si comunica a tutte le famiglie della Lombardia che il Comitato Nazionale per il Prepensionamento dei Genitori di disabili gravi nei giorni 26-27 e 28 giugno organizzerà una manifestazione allo scopo di sensibilizzare i politici ma soprattutto la stampa che finora ha ignorato le nostre battaglie.
In considerazione della distanza dalla capitale e che tre giorni di lontananza e di mancata assistenza ai nostri cari sarebbero un problema per noi, il sottoscritto ha organizzato

PER IL GIORNO 26 GIUGNO DALLE ORE 9,00 ALLE ORE 12,00

in contemporanea ed in accordo col Comitato Nazionale, una manifestazione di protesta davanti alla sede RAI di corso Sempione 27: NON PORTEREMO CON NOI I NOSTRI RAGAZZI ma solo le loro carrozzine e tutti quegli strumenti che ogni giorno utilizziamo per la loro cura come pannoloni, cateteri, flebo, ginocchiere, carrelli, tutori e tutto ciò che Vi sembra opportuno.
Nonostante comprenda e condivida l?enorme sacrificio che dovremo fare quel giorno per affidare i nostri ragazzi alle cure di altre persone in aggiunta a quelli di lavoro

VI CHIEDO UNA NUMEROSA PARTECIPAZIONE

Il presente invito è esteso anche ai Coordinatori e alle famiglie delle regioni limitrofe alla Lombardia che non possono raggiungere Roma e a tutte le persone che ci vogliono aiutare sostenendoci.

Partecipate ed invitate quante più persone possibili

Più saremo e più faremo sentire la nostra voce.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI http://digilander.libero.it/stefani.pietro

DANZA LENTA

24 Maggio 2007 2 commenti


Questa poesia è stata scritta da una adolescente malata terminale di
cancro.
Vuole vedere quante persone la leggeranno.
E’ la richiesta di una ragazzina speciale che presto lascerà questo
mondo a causa del cancro.
A questa ragazzina rimangono pochi mesi di vita e come ultimo
desiderio ha voluto mandare una lettera per dire a tutti di vivere la
propria vita pienamente, dal momento che lei non potrà farlo.

Hai mai guardato i bambini in un girotondo?!
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici ‘Come stai?’
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio,
‘lo faremo domani?’
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi finita perché
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire ‘Ciao’?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri cosi veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto . . .
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.

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MANIFESTIAMO

3 Aprile 2007 Nessun commento


Carissime famiglie,
come molti già sanno ho iniziato una manifestazione di protesta nei confronti delle istituzioni per la mancanza assoluta di attenzioni nei confronti dei nostri ragazzi e dei nostri.
E? importante, nell?anno 2007 che è l?anno europeo delle pari opportunità, far sentire la nostra voce per non commettere lo stesso errore commesso nel 2003 in occasione dell?anno europeo dei disabili.
Notiamo come sempre più le istituzioni, a tutti i livelli, siano più attenti a quei cittadini che alzano la testa per i motivi più disparati (gay, pensionati, lavoratori, coppie di fatto, ecc.).
Io non mi sono mai sentito ghettizzato all?interno di una ?categoria?, ma tutto mi fa pensare che per poter far valere i nostri diritti sia giunto il momento di iniziare delle battaglie pubbliche; non so quanti di Voi condividano il mio modo di contestare: sta di fatto che in 10 giorni di manifestazione ho conosciuto famiglie che mi hanno raccontato fatti aberranti, ultimo ma non meno importante, a distanza di 15 anni dall?emanazione della Legge n°104, una famiglia è venuta a conoscenza della possibilità di usufruire dei 3 giorni al mese di permesso retribuito per assistenza.
Questa è la dimostrazione che senza una corretta e reale catena tra di noi si rischia una reale emarginazione e discriminazione.
Credo che voler far sì che i nostri ragazzi possano ridere e gioire di quanto gli viene offerto sia un diritto così come credo sia un diritto che venga riconosciuto il diritto di assistere il proprio congiunto disabile, all?intero nucleo familiare e non al solo individuo.
Vi invito pertanto a seguire questa iniziativa allestendo gazebo, banchetti, anche solo un tavolino da picnic ed una sedia come ho fatto io, nei Vostri comuni in modo da creare una lunga catena umana immaginaria in tutta Italia per far sentire la voce dei nostri ragazzi, anche tramite noi quando per loro non è possibile, perché l?unione fa la forza.
Sono a disposizione per chiunque voglia iniziare analoga battaglia contattandomi al numero 3477662239
Grazie
Pietro Stefani

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO!

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RINGRAZIAMO

2 Aprile 2007 Nessun commento

I ragazzi e le famiglie del Libero Movimento delle Famiglie Diversamente Abili vogliono ringraziare i giornalisti della carta stampata del “Il Giorno” e “L’Eco”, la redazione di Aria Pulita di 7 Gold in particolare Simona Arrigoni e Michele Avola e l?On. Poletti del partito dei Verdi che si sono prontamente attivati in supporto alla protesta iniziata mercoledì 21 marzo per i disabili e per le loro famiglie.
Aspettiamo di poter ringraziare molti altri

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RIPROVIAMOCI

27 Marzo 2007 Nessun commento


E’ con immenso piacere che Vi ricomunico la calendarizzazione della Proposta di Legge N°1902:

GIOVEDÌ 29 MARZO ORE 14.15

con Relatore l?On. Pagliarini (Presidente della Commissione Lavoro)

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La diversità ci rende tutti uguali

23 Marzo 2007 Nessun commento

Ho trovato questa riflessione su internet; la pubblico perché l’ho trovata sorprendente se si pensa soprattutto che è stata fatta da una ragazza delle scuole medie.
Voglio complimentarmi intanto con i genitori della ragazza che evidentemente stanno facendo un ottimo lavoro educativo e poi con lei stessa: forse una speranza per il futuro c’è ancora!

OGNUNO DI NOI HA BISOGNO DI AIUTO: RIFLESSIONE SU CHI È PORTATORE DI HANDICAP

Una delle esperienze più comuni per noi ragazzi delle scuole medie è quella di avere tra i nostri compagni di classe dei ragazzi ?diversamente abili?. Talvolta capita che è proprio un nostro amico ad avere difficoltà, per cui ci sentiamo ancora più sensibili verso la sua situazione. Gli insegnanti ci hanno parlato di come rapportarsi verso questi ragazzi, ma basterebbe usare solo il buon senso e fare affidamento alla nostra sensibilità. In particolare, noi studenti, abbiamo colto questo messaggio: non si dovrebbero trattare i ?diversamenti abili? con pietismo,, ma con naturalezza, per non farli sentire diversi da noi! Una compagna racconta un sua esperienza personale: ?In piscina mi sono trovata ad aiutare una ragazzina disabile ad infilare il costume da bagno?. ?Mi sono sentita ? prosegue ? la ragazza più felice del mondo per aver saputo cosa fare in quel momento in maniera del tutto naturale, per cui mi sento disponibile a riproporre l?aiuto verso chi è in difficoltà?non una ma mille volte?. Nella nostra scuola purtroppo alcuni ragazzi sono costretti a muoversi su una sedia a rotelle, e osservandoli, mentre si spostano da uno spazio all?altro, ci siamo accorti quanto male fanno le barriere architettoniche. La diversità ci rende uguali. Ognuno di noi ha bisogno d?aiuto in un momento della giornata o durante un periodo qualsiasi della nostra vita. Ognuno di noi è unico con delle potenzialità e risorse diverse. Come disse anni fa Albert Einstein. ?Facciamo tutti parte della razza umana? e come fa dire Isaac Asimov al robot nel libro ?io Robot?: ?E? un piacere poter servire?. Non dobbiamo dimenticare che una società è tanto più civile quanto riesce ad essere autonomo un disabile al suo interno. Questo obiettivo si può solo se si è in grado di far germogliare una cultura positiva sulla diversità. Vorremmo concludere con le parole riportate nel libro ?Nati due volte? dello scrittore Giuseppe Pontiggia: ??questi bambini devono nascere due volte: la seconda è una rinascita affidata all?amore e alla cura degli altri?.

L?appello di un padre: «Aiutatemi ad assistere i miei ragazzi disabili»

22 Marzo 2007 4 commenti


da “IL GIORNO” – LODI e PAVIA di oggi 22 marzo pag. 5

di ANNA GIORGI
? PAULLO ?
HA INIZIATO IERI MATTINA LO SCIOPERO della fame e rimarrà seduto sulla scalinata del palazzo municipale fino a quando non otterrà un aiuto concreto, non solo in termini economici, per i suoi ragazzi disabili, da parte delle istituzioni. Pietro Stefani, presidente del Libero movimento delle famiglie diversamente abili e coordinatore regionale del comitato promotore per il prepensionamento dei genitori di ragazzi portatori di handicap, combatte la sua battaglia ormai da anni. Ha la tempra di un capofamiglia, deciso e determinato ad ottenere le migliori condizioni di assistenza per i suoi ragazzi, perchè Stefani si sente un po? il papà di tutti e funge da riferimento per le famiglie della zona che affrontano, insieme ai figli disabili, le difficoltà della vita quotidiana. Li porta a scuola, in palestra, in gita. Ma vuole di più. Vuole poter fare vivere loro una vita da protagonisti, non da assistiti. «Voglio che tutti i genitori siano messi nelle condizioni si seguire i loro figli senza perdere il lavoro ? dice Stefani ? e con un aiuto concreto anche da parte del nostro Comune».

DA QUALCHE GIORNO IL LIBERO movimento delle famiglie ha chiesto al sindaco Claudio Mazzola un pullman per potere metter in piedi un servizio di trasporto riservato esclusivamente ai ragazzi disabili e alla loro famiglie, in tutto una decina di giovani. Ma i progetti non sono limitati a questo. Stefani chiede uno spazio ricreativo, individuato in una cascina vicino al canale della Muzza. «Manca attenzione da parte del Comune ai nostri problemi ? continua ? la mia protesta pacifica è diretta anche a sensibilizzare tutti quelli che possono fare qualcosa per la nostra grande famiglia e continuano a fare finta che non esistiamo».
Intanto Stefani ha raccolto in Lombardia quindicimila firme a sostegno del disegno di legge che concede la possbilità ai genitori dei ragazzi disabili un pensionamento anticipato.

PROSPETTIVE ASSISTENZIALI!!!!

20 Marzo 2007 Nessun commento

Ci arriva una curiosa segnalazione da parte del Comitato Nazionale su una (pare si definiscano così) Fondazione Promozione Sociale Onlus sita in Via Artisti (e loro lo sono di certo!!) a Torino .
Ho fatto una visitina sul sito di ?tale? associazione (http://www.fondazionepromozionesociale.it/) e ho capito principalmente n° 4 cose fondamentali:
1. qual?è il numero del loro c/c postale;
2. qual?è il numero del loro c/c bancario (preciso, neh, di CIN ABI e CAB!);
3. il numero del loro Codice Fiscale per la donazione dell?5 per 1000

Fantastico non trovate? Non solo dobbiamo lottare contro chi non ci considera,ci ostacola, ci IGNORA, ma dobbiamo combattere anche contro quelli che ci DOVREBBERO rappresentare!!!
Per completezza di informazione alleghiamo l?articolo pubblicato da Prospettive Assistenziali nel quale la stessa rivista afferma di spiegare le motivazioni per cui è contraria alle Proposte di Legge sul Prepensionamento.

Leggetelo e leggete anche la risposta della mitica On.le Katia Bellillo!

Non c’è altro da aggiungere se non la solita domanda: ma come mai certe “organizzazioni” remano contro questo provvedimento SACROSANTO? Di cosa hanno veramente paura visto che le loro motivazioni sono inesistenti? Forse del fatto che questa Legge farebbe arrivare le risorse destinate all’handicap direttamente alle famiglie senza la mediazione e il controllo di “certe” Associazioni?

Meditate, gente meditate!

Continuano a pervenire le firme relative alla nostra petizione. Non fermiamoci. Presto, non appena finito il conteggio, sarà aggiornato il numero sul sito… e sarà una bella sorpresa!

Un caro saluto a tutti.

Riferimenti: COMITATO REG.LE PREPENSIONAMENTO – NEWS