CANDIDATI PER CAMBIARE IL MONDO

PER L’ITALIA
1 La famiglia. La famiglia è il pilastro fondamentale della società, ma oggi è abbandonata a se stessa. Sosteniamola in concreto, rivoluzioniamo il fisco con il quoziente familiare: chi ha più figli deve pagare meno tasse.
2 Vita. L’eutanasia minaccia il bene più prezioso che abbiamo, la vita. Chi soffre perché gravemente malato o chi non ha i mezzi per sostenersi non può essere lasciato solo a decidere se vivere o morire. Uno Stato che rinuncia a stare vicino a chi è in difficoltà è uno Stato che rinuncia al suo futuro.
3 Scuola. Una scuola più competitiva non si costruisce col taglio delle risorse. Serve una riforma organica che motivi gli insegnanti, alzi il livello dell’istruzione degli studenti e valorizzi i più meritevoli senza lasciare indietro gli altri.
4 Lavoro e imprese. La flessibilità è un bene, la precarietà NO! Incentiviamo la trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato, proteggiamo tutti i lavoratori colpiti dalla crisi attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese, favoriamo il nuovo ingresso nel lavoro con la formazione permanente. Detassiamo gli utili reinvestiti nell’impresa. Miglioriamo l’accesso al credito per le piccole e medie imprese attraverso il potenziamento del sistema dei CONFIDI.
5 Casa. Vogliamo un grande piano casa che rilanci l’edilizia sociale per le famiglie meno abbienti, le giovani coppie e gli anziani. Occorre incentivare la costruzione o la ristrutturazione di case sicure, antisismiche e all’avanguardia sul piano del risparmio energetico.
6 Salute. Un’Italia protagonista in Europa ha bisogno anche di un sistema sanitario che garantisca prestazioni di qualità omogenee al Nord, come al Centro e al Sud. Si devono ridurre le differenze di costi e di livello delle prestazioni tra le varie Regioni, eliminando gli sprechi, valorizzando e promuovendo la costruzione di centri di eccellenza all’avanguardia. La carriera di medici e infermieri deve basarsi su un sistema meritocratico che premi i migliori, non chi ha le conoscenze giuste. Per il bene e la salute di tutti vogliamo la gestione delle ASL senza ingerenze della politica.
7 Sicurezza. Uno Stato che si affida alle ronde è uno Stato che alza bandiera bianca di fronte alla criminalità e dice ai cittadini di arrangiarsi. Solo le forze di polizia hanno la professionalità e la preparazione per fronteggiare il crimine, ma il Governo taglia loro gli organici e le risorse. Il contrario di ciò che è necessario, il contrario di ciò che vogliamo.
8 Federalismo. Vogliamo un federalismo che riformi la macchina statale con una distribuzione delle competenze e dei costi certa, per dare nuovo slancio all’economia del Nord e del Centro e per recuperare i ritardi del Sud. Ecco perché diciamo no al federalismo della Lega, uno spot vuoto di cifre e contenuti che rischia di sfasciare lo Stato senza dare alle Regioni gli strumenti per funzionare.
9 Immigrazione. Diciamo no ad ogni forma di razzismo e di xenofobia. Gli stranieri onesti che vengono in Italia per lavorare sono una risorsa e vanno aiutati concretamente ad integrarsi con le loro famiglie. Favoriamo l’immigrazione volenterosa e qualificata e contrastiamo l’immigrazione clandestina, coinvolgendo l’Europa attraverso intese con i Paesi di provenienza.
10 Territorio e ambiente. Vogliamo una adeguata e rapida valutazione delle situazione di rischio mettendo, questi, tra gli obiettivi primari d’ intervento, revisionando e snellendo le norme ora previste.
MI PRESENTO:
Mi chiamo Pietro Stefani, sono nato a Modena l’8 maggio 1964 e risiedo a Fontanaluccia di Frassinoro (MO).
Sono il papà di Elisa, 23 anni disabile al 100% e di Guendalina 12 mesi.
Dopo 3 anni quale apprendista tornitore in una nota officina meccanica di Sassuolo (MO), nel 1983 sono entrato nell’Arma dei Carabinieri dove ho prestato servizio sino al 2007, lavorando in diverse città d’Italia.
Per 10 anni, ho prestato attività ispettiva presso l’Ispettorato del Lavoro, nonché come componente della Task Force ministeriale che svolgeva l’attività di controllo sul tutto il territorio italiano in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e tutela dei lavoratori.
Sono Presidente dell’associazione Onlus “LIMOFADA” Libero Movimento delle Famiglie Diversamente Abili e faccio parte del direttivo del “Comitato per il Prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi”.
Negli ultimi 5 anni sono stato consigliere comunale a Paullo (MI)
Mi sono candidato perché voglio lavorare per i bambini di oggi, i nostri figli, perché sono convinto che il futuro siano loro, ai quali dobbiamo consegnare un mondo sicuramente migliore di quello che abbiamo eredito noi.
Se sarò eletto, voglio portare, inoltre, in Regione le battaglie che da anni sostengo sull’uguaglianza, di diritti e doveri, tra i cosiddetti “normo-dotati” e i diversamente abili e che potrete leggere sul sito della mia associazione www.limofada.altervista.org
INOLTRE per la nostra Regione ed in particolare per la Provincia modenese, propongo:
La realizzazione, nel mio paese d’origine, Fontanaluccia di Frassinoro (MO) di un paese/città dove la disabilità, la diversità, il disagio sociale “la facciano da padroni”; dove tutti collaborino gli uni con gli altri, ma soprattutto dove ancor prima di pensare a se stessi, si pensi al bene comune che è la VITA.
Una vita che ogni individuo ha il sacrosanto diritto di vivere e godere così com’è, avendo la possibilità di sperimentare tutto come avviene tra le cosiddette persone “normodotate”.
Chi vive nella disabilità o nel disagio, vive tutti i giorni, 24 ore al giorni con i propri problemi e, quindi, ogni forma di assistenzialismo a tempo o ad ore non serve.
I presupposti di questo progetto nascono dopo anni di vita vissuta nella disabilità e dal fatto che non sono mai riuscito a trovare Istituzioni Pubbliche, Enti ed Associazioni che realmente si prodigassero nell’interesse delle persone disabili.
Ho incontrato molte brave persone che, personalmente e per mero spirito altruista, si dedicavano ai disabili , ma mai, e dico mai, ho trovato altrettanta abnegazione nel complesso generale dei vari Enti e Istituzioni che invece avrebbero dovuto essere, appunto, paladini di solidarietà.
Il progetto, che è già avviato, prevede:
- la realizzazione, già autorizzata dal Comune, entro la primavera del 2010, di un piccolo locale pubblico “bar” dove poter iniziare la nostra avventura.
Ho pensato di partire proprio da un bar, in quanto esercizio pubblico, sinonimo storico per eccellenza di centro di aggregazione sociale. Da qui, anche in funzione di quanti altri vorranno intraprendere questa avventura, l’idea è di creare:
1. una casa famiglia dove ospitare le persone che saranno impegnate o lavoreranno nel “bar”e nelle altre attività che si realizzeranno;
2. la creazione di un piccolo laboratorio di creazioni artigianali ed un piccolo negozietto dove vendere gli oggetti realizzati;
3. la presa in gestione un vecchio mulino ad acqua (da ristrutturare e di proprietà dei frazionari di Fontanaluccia) dove si potrebbe realizzare un agriturismo;
4. la presa in gestione di un vecchio capannone (da ristrutturare e di proprietà della parrocchia), dove realizzare una palestra riabilitativa;
5. la presa in gestione di un bar-pizzeria in procinto di chiusura;
6. la presa in gestione di un negozio di ferramenta in procinto di chiusura;
7. la costruzione di una piscina riabilitativa coperta;
8. la realizzazione di un allevamento di cani con relativo canile;
9. la realizzazione di una farmacia con annessi ambulatori specialistici.
Sogno utopistico? Forse. Ma come diceva Don Milani: “Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”.






